lunedì 22 giugno 2015

VERSATA LA COLLETTA DIOCESANA IN FAVORE DEL TERREMOTO IN NEPAL
(raccolti ad oggi  18.048,00 Euro)



Intanto qualche aggiornamento sulla situazione delle zone terremotate che continuano a subire scosse di magnitudo di 4.5 non lasciand

I dati aggiornati al 3 giugno, rilasciati dalle autorità nepalesi registrano:

- oltre 8.700 vittime, più di 20.000 feriti, 8 milioni le persone colpite in 39 distretti su 75, 14 quelli più disastrati.
- si stimano 2.8 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria (circa 756.000 famiglie) di cui la  maggior parte nei villaggi più difficili da raggiungere. 1 milione di bambini che necessitano di strutture scolastiche, crollate o gravemente danneggiate.
- più di 785.00 le case danneggiate di cui oltre 500.000 crollate completamente.

Il bisogno primario e prioritario rimane il riparo in vista dell'imminente arrivo dei monsoni. Le difficoltà logistiche rappresentano un grossissimo ostacolo anche nella fornitura degli aiuti a quei villaggi non raggiunti da strade percorribili e raggiungibili solo con elicottero e dopo diverse ore di cammino a piedi. Al momento si sta procedendo nell'allestimento di tendolpoli e la fornitura di ripari provvisori, per poi avviare nel tempo la costruzione di rifugi temporanei , semi permanenti. Anche la presenza di svariate migliaia di metri cubi di detriti rende ancora più complicata la rilocazione degli sfollati.

I BISOGNI

-nell'immedito (0-3 mesi): cibo, ripari di prima necessità, acqua e servizi igienici, servizi sanitari, prevenzione di epidemie, protezione dei minori e donne da traffici illeciti (purtroppo molto diffcusi in questa nazione);
-nel medio epriodo (3-9 mesi) ripari temporanei, cibo, semneti e attrezzatura agricola, mezzi di sussistenza iniziale, salute materno infantile, cura degli orfani, protezione minori, supporto psicologico;
 -nel lungo periodo (9-18 mesi) alloggi permanenti, ripristino e riattivazione delle attività di sussistenza, supporto psico soacile, rafforzamento delle comunità.

Sul posto fin da subito sono state presenti numerosissime organizzazioni umanitarie e diverse caritas nazionali. Le Nazioni unite coordinano i gruppi tematici nei quali le organizzazioni condividono le informazioni evitando sovrapposizioni di interventi e attivano collaborazioni, a questi gruppi partecipa anche caritas Nepal con altre Caritas nazionali.
Caritas Nepal coordina l'intervento delle caritas estere, mentre il Vescoco cattolico ha avviato un tavolo di coordinamento per le congregazioni  religiose del Paese con il fine di garantire un intervento ampio, organizzato e senza sovrapposizioni, usando meglio le risorse disponibili e le attitudini delle diverse realtà.
Caritas Italiana è presente in loco, con un operatore entrando in contatto con Caritas Nepal, ha stanziato un primo contributo di 100.000 euro a cui farà seguito la raccolta della colletta indetta dalla CEI. In termini di progettualità, oltre al contributo d'urgenza a Caritas Nepal, si stanno appoggiando interventi di congregazioni religiose soprattutto nella fornitua di ripari d'emergenza e ripari temporanei in vista dell'arrivo dei monsoni. Data la complessità del contesto, Caritas Italiana prevede strategie articoalte che in base ale risorse disponibili abbiano  un'attenzione nel medio-lungo periodo.