lunedì 27 aprile 2015

Terremoto in Nepal, Caritas Italiana si attiva per la popolazione colpita   versione testuale

Sono migliaia le vittime già accertate, ma il bilancio è ancora provvisorio, del sisma di magnitudo 7,9 che ha colpito lo stato asiatico del Nepal nella mattina del 25 aprile , con epicentro tra la capitale Kathmandu e la città di Pokhara. Altissimo anche il numero dei dispersi sotto le macerie, in una zona dall'alta densità di popolazione ed in cui le costruzioni sono spesso fatiscenti.
Papa Francesco, nella a recita del Regina Coeli domenica ha espresso "vicinanza a popolazione colpita" e ha lanciato un appello affinchè "abbiano il sostegno della solidarietà fraterna".
Il direttore di Caritas Nepal, padre Pius Perumana S.J., ha dichiarato: «Si tratta del peggior terremoto di cui ho mai avuto esperienza; le scosse di assestamento sono state ancora molto forti e da quello che possiamo constatare al momento potrebbe trattarsi di una una situazione di grave emergenza». Al primo esame, ci sono moltissimi danni fisici, con il crollo di molti edifici, e molti altri che presentano crepe. «Grazie al cielo - aggiunge padre Pius - il terremoto si è verificato di giorno e durante una festività, cogliendo quindi molte delle persone all'aperto».

Anche nei paesi circostanti le forti scosse sono state avvertite in modo distinto. In Bangladesh sembrano esserci già alcune vittime, mentre non si hanno ancora notizie dal vicino Tibet. Secondo padre Frederick D'Souza, direttore di Caritas India, anche in India vi sarebbero danni.

Nel momento attuale la Caritas dei diversi paesi coinvolti si è attivata per valutare i danni e per mandare i primi aiuti, via terra dalla vicina India, poiché l'aeroporto di Kathmandu è chiuso. «La priorità è salvare le persone - conclude padre Pius - molte persone hanno perso la loro casa e cercheremo di provvedere al più presto per la realizzazione di rifugi temporanei e per la fornitura di beni di primissima assistenza».

La priorità rimane la ricerca dei sopravvissuti e l'assistenza ai senza tetto con beni di prima necessità (acqua e materiale igienico sanitario) e materiali per ripari temporanei (tende e teli). Vi è una preoccupazione particolare per la fasce più vulnerabili quali i minori, gli anziani, i disabili.
Caritas Italiana, da anni presente nell’area anche con propri operatori,  ha messo a disposizione una prima somma di 100.000 euro per fornire il proprio supporto, insieme a tutta la rete di Caritas Internationalis, a fianco delle Caritas locali e delle popolazioni colpite.