mercoledì 22 luglio 2015




CONDIVIDIAMO QUESTO BREVE FILMATO REALIZZATO NELL'AMBITO DELLA CAMPAGNA. " BOLOGNA CARES!"
campagna di comunicazione del Sistema di Protezione per richiedenti asilo e Rifugiati del Comune di Bologna

lunedì 22 giugno 2015

VERSATA LA COLLETTA DIOCESANA IN FAVORE DEL TERREMOTO IN NEPAL
(raccolti ad oggi  18.048,00 Euro)



Intanto qualche aggiornamento sulla situazione delle zone terremotate che continuano a subire scosse di magnitudo di 4.5 non lasciand

I dati aggiornati al 3 giugno, rilasciati dalle autorità nepalesi registrano:

- oltre 8.700 vittime, più di 20.000 feriti, 8 milioni le persone colpite in 39 distretti su 75, 14 quelli più disastrati.
- si stimano 2.8 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria (circa 756.000 famiglie) di cui la  maggior parte nei villaggi più difficili da raggiungere. 1 milione di bambini che necessitano di strutture scolastiche, crollate o gravemente danneggiate.
- più di 785.00 le case danneggiate di cui oltre 500.000 crollate completamente.

Il bisogno primario e prioritario rimane il riparo in vista dell'imminente arrivo dei monsoni. Le difficoltà logistiche rappresentano un grossissimo ostacolo anche nella fornitura degli aiuti a quei villaggi non raggiunti da strade percorribili e raggiungibili solo con elicottero e dopo diverse ore di cammino a piedi. Al momento si sta procedendo nell'allestimento di tendolpoli e la fornitura di ripari provvisori, per poi avviare nel tempo la costruzione di rifugi temporanei , semi permanenti. Anche la presenza di svariate migliaia di metri cubi di detriti rende ancora più complicata la rilocazione degli sfollati.

I BISOGNI

-nell'immedito (0-3 mesi): cibo, ripari di prima necessità, acqua e servizi igienici, servizi sanitari, prevenzione di epidemie, protezione dei minori e donne da traffici illeciti (purtroppo molto diffcusi in questa nazione);
-nel medio epriodo (3-9 mesi) ripari temporanei, cibo, semneti e attrezzatura agricola, mezzi di sussistenza iniziale, salute materno infantile, cura degli orfani, protezione minori, supporto psicologico;
 -nel lungo periodo (9-18 mesi) alloggi permanenti, ripristino e riattivazione delle attività di sussistenza, supporto psico soacile, rafforzamento delle comunità.

Sul posto fin da subito sono state presenti numerosissime organizzazioni umanitarie e diverse caritas nazionali. Le Nazioni unite coordinano i gruppi tematici nei quali le organizzazioni condividono le informazioni evitando sovrapposizioni di interventi e attivano collaborazioni, a questi gruppi partecipa anche caritas Nepal con altre Caritas nazionali.
Caritas Nepal coordina l'intervento delle caritas estere, mentre il Vescoco cattolico ha avviato un tavolo di coordinamento per le congregazioni  religiose del Paese con il fine di garantire un intervento ampio, organizzato e senza sovrapposizioni, usando meglio le risorse disponibili e le attitudini delle diverse realtà.
Caritas Italiana è presente in loco, con un operatore entrando in contatto con Caritas Nepal, ha stanziato un primo contributo di 100.000 euro a cui farà seguito la raccolta della colletta indetta dalla CEI. In termini di progettualità, oltre al contributo d'urgenza a Caritas Nepal, si stanno appoggiando interventi di congregazioni religiose soprattutto nella fornitua di ripari d'emergenza e ripari temporanei in vista dell'arrivo dei monsoni. Data la complessità del contesto, Caritas Italiana prevede strategie articoalte che in base ale risorse disponibili abbiano  un'attenzione nel medio-lungo periodo.

giovedì 18 giugno 2015

IL GIORNALISTA ANDREA TORNIELLI, IN RISPOSTA ALLE RECENTI PROVCAZIONI, FA UNA PANORAMICA DELLE ATTIVITA' DELLA CHIESA IN FAVORE DEI MIGRANTI.

Dalle mense ai dormitori, dagli ambulatori ai centri di ascolto: dopo le provocazioni di Salvini un viaggio tra le iniziative di parrocchie, Caritas e fondazione Migrantes

ANDREA TORNIELLI
Roma

«Quanti rifugiati ci sono in Vaticano?», ha domandato Matteo Salvini rispondendo alle parole del Papa. Negli ultimi mesi Francesco ha voluto dare un segno tangibile di vicinanza agli homeless aprendo per loro un servizio docce e barberia sotto il colonnato di San Pietro. Si sta realizzando un dormitorio che avrà una trentina di posti letto, e dal Vaticano partono derrate alimentari da distribuire ai poveri della capitale. Ma è la Chiesa in Italia, con la Caritas, la fondazione Migrantes e le parrocchie, a svolgere un servizio capillare per l'aiuto  agli immigrati.


Le strutture legate alla Chiesa negli ultimi anni hanno dato la disponibilità ad accogliere 10mila migranti. Un numero che è andato aumentando. Il lavoro sociale delle 23.000 parrocchie, attraverso la rete dei centri di ascolto, hanno generato migliaia di servizi di prima necessità (mense, prestiti, ambulatori, dormitori) che oltre a servire gli italiani in difficoltà servono anche i poveri migranti. Si tratta di oltre 1500 servizi ai migranti.
Per citare soltanto la distribuzione dei pasti, le mense per i poveri sono 449, per un quarto promosse dalle parrocchie, per un altro quarto dalla Caritas, per un terzo da ordini e congregazioni religiose, per l’ultimo quarto da realtà diverse come le diocesi. Il dato relativo al 2009 indicava un totale di 6 milioni di pasti erogati. Oggi queste cifre vanno decisamente ritoccate al rialzo. «Considerato come le mense prive di aiuto pubblico siano quattro su cinque - ha scritto Giuseppe Rusconi, nel libro "L'impegno" (Rubbettino) - e che un pasto ha mediamente un valore monetario di 4,5 euro, si può calcolare che in questo campo la Chiesa faccia risparmiare allo Stato non meno di 27 milioni di euro l’anno.

Servizi di tutela per gli immigrati impiegati in lavori precari sono stati approntati dalla Caritas, con  il Progetto Presidium in 10 diocesi italiane, e la fondazione Migrantes con il progetto «La legalità paga». Sono nati centinaia di doposcuola nelle parrocchie e negli oratori per i figli di immigrati, le scuole cattoliche si sono aperte alla presenza dei bambini stranieri (oltre il 12% delle presenze, superiore alla scuola pubblica), sono nati asili multietnici. Gli oratori sono diventati quasi una seconda casa  per molti bambini e ragazzi immigrati (6 su 10 li frequentano). Sono attive anche iniziative di aiuto al ricongiungimento familiare, attraverso la disponibilità di case o attraverso progetti di Housing sociale (a Torino, Firenze, Milano, Cremona).

Un impegno importante che si sta rafforzando nelle diocesi è la tutela dei minori non accompagnati – oltre 13.000 oggi – attraverso una rete di affidi familiari. L’Associazione «Accoglirete» nata in parrocchia a Siracusa e ad Augusta, si è già impegnata nella tutela di 1000 minori, senza alcun compenso. E non va dimenticato che la fondazione Migrantes ha approntato da 4 anni un fondo per il rimpatrio delle salme dei migranti che muoiono in Italia  e non hanno familiari: oltre 200.000 euro  per contribuire a circa 190 rimpatri in 32 nazioni del mondo.